Riflettendo

In questo mese di novembre sono successe tante cose e piano piano, lasciando passare il tempo, cerco di rileggerle perché solo così la realtà può diventare una provocazione vera a verificare il proprio cammino.Intanto sono arrivate le pagelle dei nostri bambini che studiano dalle suore salesiane: qualcuno era contento, qualcuno un po’ meno ma in generale hanno ottenuto tutti buoni risultati. Però poche settimane fa abbiamo vissuto un’esperienza particolare proprio con queste suore che mi ha da una parte fatto arrabbiare dall’ altra mi rendo conto come anche nella Chiesa è facile parlare di povertà ma poi alla fine tanti sono attaccati solo a soldi e potere.

Quest’ anno la scuola faceva i 65 anni di funzionamento e le suore hanno pensato di organizzare una festa. Fin qui tutto bene mi sembra. Quindi hanno mandato ad ogni genitore un biglietto in cui chiedevano 200 gourdes a bambino più un ananas…. si un ananas a bambino per la processione offertoriale durante la messa di ringraziamento. Noi abbiamo 97 bambini che studiano in questa scuola tra i nostri della Kay e quelli della baraccopoli a cui paghiamo gli studi dando anche libri, uniformi ed il pulmino del mattino. Un ananas costa circa 500 Htg. Facendo due calcoli io avrei dovuto mandare l’ equivalente di 1.114 dollari….. evidentemente non mi sembrava il caso così ho scritto alla suora spiegando che siamo un’opera che vive di carità e che non abbiamo questa cifra a disposizione per la festa della scuola pagando già tanto le rette annuali, i libri, le uniformi, le scarpe ed il trasporto. Pensavo la cosa finisse lì ed invece ecco i bambini tornare da scuola con una lettera per me in cui si diceva che i nostri bambini non erano ammessi né alla festa né alla messa e di tenerli a casa due giorni e che comunque era meglio se li avessi ritirati perché abbassiamo il livello della scuola.

Forse diventerà più chiaro ai tanti che non capiscono perché voglia portare questi bambini a studiare in Italia!!!

Lo stesso giorno ricevo da un amico un volantino in cui una fraternità brasiliana di queste radicalizzate nella povertà portata agli eccessi, stanno chiedendo 350.000 euro per costruire a Waf Jeremie un poliambulatorio mamma/bambino per seguire le donne in gravidanza ed i bambini perché a Waf non esiste niente e donne e bambini muoiono come mosche. Dodici anni di clinica san Franswa, 2000 consultazioni al mese, uno staff haitiano preparato e responsabile, spazzati via dal progetto personale di un gruppo di uomini e donne che invece che mettersi al servizio del reale, affermano la loro misura travestiti da buoni. Abbiamo già avuto molte discussioni con loro, ma loro sono sempre dalla parte dei buoni.

E così mi sono ritrovata a pensare a cosa vuol dire essere Chiesa. Mi sono venuti davanti tutti i volti che mi confermano la bellezza della Chiesa, i volti che hanno fatto e fanno la mia storia, i volti che la storia della Chiesa ci ha consegnato, santi e martiri, ed è stato un riallargare il respiro dalla fogna di Haiti alla bellezza dell’ Avvenimento Cristiano nel mondo. E la certezza della strada non è scalfita anche se come Pinocchio…. il gatto e la volpe sono sempre in agguato.